CUORI STRAPPATI

Padiglione Borghese 1982 “CUORI STRAPPATIâ€? spettacolo performance della compagnia “La Gaia Scienzaâ€? promotrice della postavanguardia romana. Lo spettacolo evidenzia la necessità, derivante anche dall’analisi del linguaggio teatrale, di non riempire il palcoscenico, ma di svuotarlo completamente, non procedere per addizione ma per sottrazione fino al vuoto assoluto. Un estremismo che si riflette nell’atteggiamento rispetto alle istituzioni, al genere “teatro” ponendosi sempre ai limiti o addirittura fuori di esso, cercando sempre dei punti di non ritorno. Negando il teatro e la regia identificati come genere, non si utilizzano più gli spazi classici, ma si esce dai luoghi chiusi deputati allo spettacolo, identificati dalla cultura della generazione degli anni settanta come un assetto sociale inaccettabile. Questo anche se poi si mette l’accento sul punto di vista formale, e quindi il concetto di marginalità non passa mai attraverso i contenuti. Gli eventi svolti in piena piazza Cavour, coinvolgono moltissima gente, ma non sono fatti per richiamare spettatori, ma perché ha senso fare queste esperienze in questo punto e in questo momento: il fine è quello di colpire la coscienza di chi passa nel preciso istante. L’azione si svolge in uno spazio scenico che non contiene nessun elemento autoritario, in cui non c’è nessun punto che richieda di essere guardato, l’occhio dello spettatore circola e sceglie, come accade all’orecchio in certe esperienze musicali, si passa alla ricerca di centri d’attenzione, di segmenti, di linee. Da un movimento circolare, a segmenti molto definiti, predeterminati, che entrano sulla scena, e la tagliano. La scelta di determinare dei fuochi di attenzione dà vita al genere definito come ” La nuova spettacolarità”, con lavori in cui si imposta una geometria dello sguardo dello spettatore, una geometria costruita utilizzando come serbatoio tutto quello che si è analizzato in piccole sezioni durante gli anni precedenti. Visto retrospettivamente, è come se ogni spettacolo contenesse un punto intorno a cui si fa terra bruciata. Un’identificazione di elementi minimi di significato teatrale: parole, radici, che possono essere articolate e messe a frutto in modi diversi. Questi elementi minimi sono nuclei che contengono in sé approcci verso altre forme artistiche, come il grande uso di materiali grezzi, primari, come la terra, il fuoco, i lapilli di brace, o strisce di stoffa colorata, vetro, lastre di metallo, colori liquidi o polveri colorate. Materiali che non si inseriscono casualmente all’interno dello spettacolo ma con riferimento all’azione e al movimento. Essi si pongono come anelli tra il corpo e il significato dell’azione, come fossero un elemento metaforico. Ma non si saprà mai se questo elemento metaforico rappresenta il corpo dell’attore o se sia l’oggetto o se sia il suo significato; c’è un continuo travaso, per cui sono “metafore aperte”. E non si saprà mai qual è l’oggetto della metafora. Uno slittamento, una proiezione/identificazione tra il corpo dell’attore e l’oggetto agito, che si è sviluppa fino ai “costumi” di Cuori strappati, per esempio nella poltrona di roccia. C’è la volontà di considerare il corpo solo come parte di un insieme; anche se comunque, con una importanza sostanziale una presenza fondamentale, un interesse per il corpo come parte di un paesaggio o di un insieme quindi continuamente interrotto, come in certi quadri futuristi dove c’è una spaccatura del movimento e del corpo. L’idea è che i materiali, e tutta la scena, sia il proseguimento del movimento dell’attore e, viceversa, che il movimento dell’attore sia il proseguimento della scena. In Cuori strappati il discorso sulla metropoli è fondamentale, ma si è consumato, c’è lo spazio urbano, ma non più la metropoli come sensazione forte. Lo sguardo è quello originario allo spazio urbano, quello di chi osserva un pò dall’esterno ma standoci dentro. Costruire uno spazio non reale ma mentale: quindi uno spazio interno, c

2 Comments

  1. Gentile Redazione,
    questo video risulta non visibile da diverso tempo. Si può fare qualcosa? Sono molto interessato a vederlo.
    Grazie

    Stefano, 3 years ago Rispondi

    • Domani il video sarà di nuovo disponibile.
      Grazie, saluti

      etheatre, 3 years ago Rispondi


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