esse

Esse
opera musicata per un’attrice
con Gabriella Rusticali,
scrittura video Monica Petracci
al basso di Davide Garattoni
alla chitarra Federico Codice’ Esse opera musicata per un’attrice con Gabriella Rusticali, , scrittura video Monica Petracci al basso di Davide Garattoni alla chitarra Federico Codice’ Si parte da quella parte mancante che spinge ad uscire, quel ‘re’ finale che segue ‘esse’, nella parola essere. Esse, le moltitudini che ci abitano sono anche acqua, terra, aria. Il fuoco è energia che tutto brucia. Le moltitudini che ci hanno preceduto riposano in noi. La domanda è: “Perchè le cose hanno lasciato il posto alle parole?”. E non si dice mai abbastanza “Basta con tutto questo rumore e ascolta dove non vedi”. Poter fermare la realtà, le cose, nelle parole, è illusione. Come è illusione fermare lo scorrere. Esse – Re del tempo verticale, dove vibra il cuore, dove la testa testimonia ma non comanda al ascolto, dove femminile e maschile non si distinguono. L’orecchio riceve e trasmette al cuore e la bocca resta aperta senza parole, con ancora una memoria depositata o risvegliata in noi. Gabriella Rusticali e Monica Petracci, due artiste che si misurano con un tempo fisico in questo spazio, guidate dal ritmo della chitarra di Federico Codice’ e dal basso di Davide Garattoni. Sono indipendenti mondi, in simbiosi che danno corpo a quest’opera. Abbiamo scelto di tenere lo spazio libero da scenografie e di avere solo oggetti necessari alle azioni. Le immagini via via si materializzano guidate dai ritmi sonori, dando corpo al luogo, lasciando spazio all’immaginario dello spettatore. L’attrice indossa un abito da sera colore blu notte, come per una festa che forse non ci sarà  mai o forse c’è già  stata. Memoria e presente sono strettamente intrecciati qui. Le immagini sommergono spazio e attrice, diventando un tutt’uno. Immagini canto suono e musica dal vivo si stagliano alternandosi, per tutta la durata dell’opera. Ritmo e armonia guidano gli astanti presenti, ognuno con la propria arte. La poesia è la gioia che si sprigiona nel corpo di un animale o di una foglia animata dal vento. Quella parte mancante il vuoto che separa gli elementi è in noi. Noi non lo sappiamo ma è il vuoto il vero re e padrone. In questo tempo bombardato dal rumore di troppe parole, non c’è altro da aggiungere; se non spostare l’attenzione verso un ascolto. Essere detti prima di dire. E’ un respiro, un non spazio, un non tempo. FESTaCASA 00 principio d’ascolto a cura di Chiara Pirri 19 settembre 2010, via del Mandrione 451, casa Pirri-Valentini Quando si ha bisogno di condividere ciò che amiamo e che ci rappresenta è possibile trasformare la propria casa in un luogo di arte e di festa, in un luogo di ascolto e partecipazione. ‘Principio d’ascolto’ è la serata pilota di FESTaCASA, un esperimento che vorremmo diventasse un contagio. L’intimità  di una casa che si dilata invita artisti e ospiti a confrontarsi con il sentimento racchiuso nelle sue pietre, nella sua terra, nella geometria delle sue linee, nelle foglie, più della scatola nera del teatro tradizionale, richiede capacità  d’ascolto ed improvvisazione. Mettersi in gioco, rischiare, accogliere ed offrire ciò che di più intimo abbiamo è ciò di cui abbiamo bisogno. Cercare nuove strade, nuovi luoghi, nuovi modelli di produzione per poter continuare a porsi in ascolto e, forti di un equilibrio vulnerabile, inseguire un obiettivo in cammino, in solitudine e in condivisione.

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