L’ISLAMICO

Colosseo Nuovo Teatro 4 - 8 MARZO 2009 “L’ISLAMICO” scritto e diretto da Mario Prosperi , con: Mario Prosperi, Francesca Muzio, Yavan Wolde, Alessia Giardina, Giuseppe Butera. Aiuto regista: Giusi Potenza. Scene: Valerio Di Filippo. Luci: Roberto Zorzut. Costumi: Fulvia Roverselli. Selezione musicale: Mario Prosperi e Giusi Potenza. Il brano “Il Minareto” è di Paolo Modugno - Le canzoni romane sono di Piero Brega. Chi è “l’islamico”? Contro la possibile ovvietà  della risposta, l’islamico è Arvaro, un verduraio, un popolano di Roma che, vittima di estorsioni da parte della malavita locale, si rivolge per avere giustizia ad una cellula di fondamentalisti musulmani. Sarà  nell’Imam di una moschea romana che il protagonista troverà  il modello di una nuova via, alle cui leggi e principi si sente profondamente affine; un modello peraltro che sembra risvegliare in lui quel sentimento religioso da tempo assopito. Abbracciando l’Islam Arvaro regolarizza così anche una situazione di bigamia, educa la figlia nella scuola coranica - dandola in sposa come da tradizione con tanto di dote - e traduce le sue riflessioni negative sulla società occidentale in un fervore di redenzione che lo vendica e lo avvicina un passo dopo l’altro ad Al-caida. Il cuore dello spettacolo è proprio il racconto di Mustafà  tornato dall’Afganistan in cui sono forti le reminiscenze del “parlamento de Ruzante che iera vegnù de campo”… Mario Prosperi, interpretando il ruolo dell’islamico, aggiunge un’altra icona, la prima in romanesco (che è la sua lingua, mai finora usata in scena), alla sua nota galleria di “cattivi maestri”, di cui fanno parte De Cerasis (De Laurentiis) di Produzione De Cerasis, Tonino Afri (Toni Negri) del Docente furioso, Mussolini di Mussolini e il suo doppio, D’Annunzio del Gene dell’immortale, Bonifacio VIII dello Schiaffo di Anagni. Nonostante la forte caratterizzazione del personaggio, Mustafà - Arvaro, romano di borgata o di rione, non è una “macchietta” e le sue vicende non sono avventure fantastiche: Mustafà -Arvaro cerca ciò che non trova nella sua società  o meglio, nel modello di società  capitalistica che, invase anche India, Cina, Giappone, procede all’unificazione del pianeta sulla testa di tutte le culture storiche, senza lasciare modelli alternativi. In questo contesto l’Islam è ancora un’icona misteriosa, verso la quale sono oggi spinti anche non pochi italiani, che si uniscono alla già  numerosa comunità  di musulmani stranieri in Italia. La drammaturgia di Prosperi si propone di suggerire una riflessione, approfondire il discorso sul rapporto esistente con quel mondo arabo-islamico che, da sempre rappresenta il nostro dirimpettaio nell’antico mare nostrum. Un occasione per offrire spunti nuovi e “umani” per approfondire un rapporto socio-culturale ormai millenario. Riprese video Ulisse Benedetti per l’archivio storico dell’Ass. Cult. Beat 72

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