Short Theatre 2011- Teatro Minimo – Il sogno degli artigiani

Teatro India 11 settembre 2011 TEATRO MINIMO “Il sogno degli artigiani” di Michele Santeramo, con Michele Altamura, Riccardo Lanzarone, Gabriele Paolocè , Michele Sinisi, regia Michele Sinisi, assistente alla regia Nicola Di Chio, organizzazione Antonella Papeo, partner tecnico Artefatti adp, in co-produzione con il Comune di Andria, in collaborazione col Festival Castel dei Mondi, sostegno alla produzione Festeatro – Regione Puglia. Il duca Teseo ha rapito Ippolita e la vuole sposare. Non solo: per il suo matrimonio vuole uno spettacolo. Botto, Cotogno, Canna e Fameterna stanno in una bottega di artigiano e stanno provando uno spettacolo: la crudelissima tragedia e la penosissima morte di Piramo e Tisbe. Devono farlo perchè il duca, in persona, lo ha chiesto. Non solo: il duca ha anche promesso un vitalizio agli attori più meritevoli. “Il Sogno degli artigiani” mette in scena questo momento: le prove dello spettacolo, minacciate dalla incapacità , dagli impegni quotidiani, dal sogno di meritare il vitalizio, dalla vita intorno che tenta di entrare nelle prove, dal desiderio di saper mettere in scena lo spettacolo, dalle difficoltà  a farlo, dall’improvviso piano di tentare un furto nel palazzo ducale, dal dover costruire le scene, dal dover interpretare Tisbe essendo Canna, dall’essere circondati da fate folletti la regina delle fate il re. “Il sogno degli artigiani” vuole essere innocenza, realtà  che si compone tutta per somma di istinti, di trasformazioni, teatro che si fa teatro. E’ un gioco comico, è come mettere la lente d’ingrandimento nel ‘Sogno di una notte di mezza estate’ per vedere, come in un esperimento, se questi quattro personaggi possono reggersi in piedi da soli. E’ curioso come viene fuori che il tentativo di questi quattro personaggi è continuamente quello di ‘essere’, pur dovendosi mettere in scena; è curioso come tra le pieghe della comicità vengano a trovarci la nostalgia, il desiderio, il sogno. La semplicità  di questa messa in scena è un’altra tappa, dopo sequestro all’italiana e le scarpe, verso il tentativo di formare una squadra di lavoro che faccia dell’ascolto collettivo la caratteristica fondante anche dei lavori che seguiranno. Nel prossimo inverno anche a partire da questa squadra metterà in scena L’arte della Commedia di De Filippo. Questa tappa molto divertita e fresca mi consente di poter cominciare (o forse precisare con maggiore consapevolezza) l’indagine su un modo artigianale di intendere il lavoro di regista-attore. Mi piacerebbe trovare in scena la profondità  di un ricordo legato agli inizi di un percorso teatrale, che personalmente è legato ad un teatrino parrocchiale per cui il teatro nascendo come servizio per me, di nascosto, diventava una emozione nuova e scomoda da confessare. Ci si divertiva tutti come pazzi ma certe volte i personaggi, all’interno delle farse, si incupivano segnando stranamente momenti d’angoscia tra una risata e l’altra, che solo l’applauso finale della gente riusciva a scacciare. Con la PERFORMANCE PARASSITARIA MK Grand Tour di e con Michele Di Stefano. http://www.shorttheatre.org

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